Andrea Corso e il suo Leica Apo Televid 82

Alla scoperta di uno dei più ricchi rifugi di biodiversità in Europa: Andrea Corso in giro per l’Italia con gli strumenti ottici Leica

di Andrea Corso

L’Italia è tra i paesi più ricchi di biodiversità in Europa. La varietà delle condizioni geografiche, geomorfologiche e climatiche che caratterizza il suo territorio rendono questo paese una straordinaria area di concentrazione di specie animali e vegetali e di habitat. In Italia sono stati identificati diversi siti di biodiversità di importanza planetaria (chiamati “punti caldi” in termini scientifici), come le isole tirreniche, quelle del Canale di Sicilia, le Alpi Marittime e la Liguria, senza contare altre aree come la catena Appenninica, caratterizzata da un gran numero di specie endemiche. La Sicilia e la Sardegna, le due principali isole italiane e le più grandi di tutto il bacino del Mediterraneo, sono anche una delle aree più ricche in tutta Europa per endemismi e per specie di fauna e flora altamente localizzate e in pericolo.

In generale, l’Italia è il paese europeo con il maggior numero di specie. In particolare, ospita circa la metà delle specie vegetali e circa un terzo di tutte le specie animali presenti in Europa. Alcuni gruppi, come alcune famiglie di invertebrati, sono presenti in numero doppio o triplo, se non addirittura più, rispetto ad altri paesi europei. Tutto ciò riflette il cosiddetto gradiente latitudinale di ricchezza di specie, secondo il quale la diversità diminuisce con l’aumento della latitudine, cioè, spostandosi dall’equatore ai poli.

Per quanto riguarda la biodiversità animale, si stima che in Italia ci siano 58.000 specie (il numero più alto in Europa!), con un lungo elenco di specie endemiche.

In particolare, il 98% di queste specie è costituito da invertebrati (55.000 specie), protozoi (1.812 specie) e vertebrati (1.258 specie). Naturalmente, il phylum più ricco, con più di 46.000 specie, è quello degli Artropodi, tra i quali spicca un enorme numero di endemismi unici dell’Italia, ad esempio tra le farfalle, i coleotteri, i ragni e le libellule.

Particolarmente ricchi di endemismi sono gli Anfibi e i Rettili, ad esempio 5 specie di Geotritoni (Speleomantes sp.) *, endemiche della Sardegna (più di ogni altro luogo) e le lucertole come Podarcis siculus e Podarcis waglerianus, ed uno dei rettili più localizzati, più rari e minacciati del Paleartico occidentale, la Lucertola drelle Eolie Podarcis raffoneae (o raffonei a seconda degli autori).

Per quanto riguarda gli uccelli, il numero di specie è di circa 550 fino al 2017 (le ultime aggiunte sono state Airone nero, Martin pescatore bianco e nero, Monachella nera a testa bianca, Canapino di Upcher, ecc.). Pochissimi degli uccelli presenti su territorio nazionale sono strettamente endemici dell’Italia, poiché nella maggior parte dei casi si tratta di sub-endemismi (ossia con la popolazione principale in Italia ma con nuclei riproduttivi in una o più nazioni limitrofe): ricordiamo la Sterpazzolina di Moltoni, il recentemente ri-descritto ed elevato a specie separata Pigliamosche tirrenico, la Cutrettola capocenerino, l’Averla capirossa badia, il Picchio di Lilford e così via. L’unico uccello rigorosamente endemico sarebbe la Coturnice siciliana (Alectoris whitakerii), localizzata in Sicilia e a rischio per la pressione venatoria, se la separazione a specie a se venisse finalmente accettata in Italia, come già fatto in alcuni paesi.

Averla capirossa (Lanius senator senator) mentre si nutre di una delle lucertole endemiche italiane: Podarcis sicula.

Averla capirossa (Lanius senator senator) mentre si nutre di una delle lucertole endemiche italiane: Podarcis sicula.

Cutrettola capocenerino Motacilla (flava) cinereocapilla, digiscoping in Sicilia con LEICA APO TELEVID + Leica Smartphone adattatore (Andrea Corso)

Cutrettola capocenerino Motacilla (flava) cinereocapilla, digiscoping in Sicilia con LEICA APO TELEVID + Leica Smartphone adattatore (Andrea Corso)

COTURNICE SICILIANA (Alectors whitakerii), un maschio adulto in canto sui Monti Iblei, Siracusa, SE Sicilia (foto PER GENTILE CONCESSIONE di Angelo Zimmitti)

COTURNICE SICILIANA (Alectors whitakerii), un maschio adulto in canto sui Monti Iblei, Siracusa, SE Sicilia (foto PER GENTILE CONCESSIONE di Angelo Zimmitti)

Durante questa primavera e in estate sono andato in giro per la bellissima quanto martoriata (da incendi, siccità, inciviltà, menefreghismo, dimenticanze e via dicendo) Italia per studiare alcune delle specie endemiche o in pericolo d’estinzione italiane: così girovagavo per la Sicilia in primavera per controllare alcuni siti di Coturnice siciliana, poi nel Parco Nazionale della Majella per cercare l’Ululone appenninico (Bombina (v.) pachypus) e studiare l’areale più settentrionale di Cordulegaster trinacriae, una delle poche libellule endemiche europee e una delle più rare, alla ricerca di questa specie anche lungo la penisola da Lazio e Abruzzo a Campania, in Calabria, finendo in Sicilia. Poi, alla ricerca dell’ormai evanescente Lanario, una miscela di tristezza e di gioia mi pervadeva quando riuscivo a trovare alcune delle restanti coppie con giovani (meno del 50% dell’intera popolazione italiana ha avuto un minimo di successo riproduttivo nel 2017). Il mio compagno migliore, insieme ai miei migliori amici e colleghi come Ottavio Janni, Miki Viganò, Marco Carafa, Andrea Pulvirenti, Raimondo Finati, Roberto Casalini, Verena Penna ed altri, erano ovviamente i miei LEICA INSTRUMENTS, il magnifico binocolo LEICA NOCTIVID 10×42 e il cannocchiale LEICA APO TELEVID 82

Ululone appenninico (Bombina (v.) pachypus), uno degli anfibi più rari e più in declino in Europa, qui fotografato al Parco Nazionale della Majella, Abruzzo (Andrea Corso).

Ululone appenninico (Bombina (v.) pachypus), uno degli anfibi più rari e più in declino in Europa, qui fotografato al Parco Nazionale della Majella, Abruzzo (Andrea Corso).

La Cordulegaster trinacriae, endemica dell'Italia centro-meridionale è una delle libellule più localizzate in Europa, questa è la prima prova fotografica della sua presenza in Abruzzo, il sito più settentrionale finora trovato, digiscoping effettuato utilizzando LEICA APO TELEVID + adattatore LEICA Samrtphone (Andrea Corso).

La Cordulegaster trinacriae, endemica dell’Italia centro-meridionale è una delle libellule più localizzate in Europa, questa è la prima prova fotografica della sua presenza in Abruzzo, il sito più settentrionale finora trovato, digiscoping effettuato utilizzando LEICA APO TELEVID + adattatore LEICA Samrtphone (Andrea Corso).

Soprattutto nei mesi di giugno-agosto, la temperatura era così elevata e il clima tanto umido e rovente che tutti gli uccelli apparivano alle lenti degli altri binocoli comuni quasi completamente fuori fuoco o anche neri a causa della forte incidenza di luce. Ma grazie al Noctivid 10×42 sono riuscito a ottenere i migliori dettagli di piumaggio che avevo bisogno per identificare gli uccelli che stavo studiando, anche nelle peggiori condizioni di luce e rifrazione, la sua distanza di messa a fuoco (molto più vicina di qualsiasi prodotto LEICA prima e nei primi posti di tutti i binocoli mondiali) mi ha dato l’opportunità di identificare le libellule senza doverle necessariamente catturare col retino entomologico. Ancora più incredibilmente, usando l’adattatore per Smarthphone Leica col cannocchiale Leica Apo Televid sono riuscito a fotografare diverse libellule in natura, incluso ottenere la prima documentazione fotografica in natura di Cordulegaster trinacriae in Abruzzo, prova documentativa di un’estensione di areale assai più a settentrione di quanto ad oggi noto. Usando il LEICA APO TELEVID 62, quindi il più piccolo dei due cannocchiale Leica, ho potuto fare lunghe camminate, su per impervi sentieri aridi del meridione d’Italia o in boschi silenti dell’Appennino, e la mia schiena “spezzata” dalla collezione di ernie che mi ritrovo è rimasta salva pur non rinunciando al dettaglio perfetto delle immagini, alla pulizia e chiarezza, alla definizione.

Leica Noctivid 8x42 e 10x42. Oggi sono i migliori binocoli al mondo per il birdwatching

Leica Noctivid 8×42 e 10×42. Oggi sono i migliori binocoli al mondo per il birdwatching

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Alla fine del giorno, ero felice e mi sentivo soddisfatto: la gioia dell’osservazione della natura riempiva il mio cuore e la soddisfazione di aver fatto qualcosa di importante per la protezione della natura e della biodiversità in Italia mi faceva sentire un po’ più umano di quanto non potrei mai essere senza di ciò. Grazie LEICA per riuscire sempre a migliorare i miei sforzi e rendermi più facile questa attività !!

 

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