Video Digiscoping nel Parco Nazionale del Gran Paradiso con Luca Giordano

di Luca Giordano

La primavera infine è arrivata, anche sulle montagne del Parco Nazionale Gran Paradiso. Le temperature in rialzo aiutano i sentieri dell’area protetta a scrollarsi di dosso le ultime chiazze di neve e un fischio inconfondibile risuona nell’aria tersa di Giugno. E’ il grido d’allarme della marmotta, roditore dall’aspetto buffo e dalla sorprendente etologia: dopo aver trascorso i freddi mesi invernali al riparo nella sua tana, questo simpatico animale si catapulta alla ricerca di nutrimento nella prateria alpina. A fargli compagnia, altri mammiferi erbivori di ben più grandi dimensioni: si tratta degli stambecchi, possenti ungulati dalle corna ricurve che in questo periodo dell’anno si apprestano ad abbandonare il folto e scuro pelo invernale a favore di uno più corto e chiaro. 

La mia camminata è iniziata di primissima mattina, oggi, e gli incontri con la fauna selvatica non si sono fatti attendere. Dopo aver percorso poche centinaia di metri, scrutando i dintorni di un alpeggio abbandonato con il fido binocolo Ultravid 8×32 HD-Plus, scorgo un movimento frenetico tra le rocce: un frullante battito d’ali bianche fa sorgere in me un dubbio, che decido di fugare utilizzando il più potente Ultravid 10×42 HD-Plus.

I binocoli Ultravid 10×42 e 8×32 HD-Plus utilizzati durante questa escursione

E’ come pensavo: un bellissimo fringuello alpino è intento a fare la spola tra la pietraia e il suo nido, con l’obiettivo di assicurare ai suoi pulcini appena nati il giusto apporto di cibo. Mi posiziono a qualche decina di metri di distanza, in modo da non disturbare l’indaffarato e premuroso genitore. E’ l’occasione giusta per cominciare a testare la mia nuova Leica Q, una compatta con sensore FF da 24.2 megapixel dall’estetica davvero accattivante, in abbinamento al mio Apo Televid 82 con oculare 25-50x. Non ho mai girato video di natura con questo sistema, ma devo dire che trovo in fretta il giusto feeling con questa particolare accoppiata. Nonostante il piccolo volatile si muova lesto e imprevedibile, riesco a immortalarlo per alcuni secondi in una posa decisamente fotogenica. 

Sistema Digiscoping collegato con  fotocamera Leica Q
Lavoro e mi diverto con il sistema Digiscoping collegato con fotocamera LeicaQ

Tutto intorno a me, le marmotte si godono i primi raggi del sole all’ingresso delle loro tane, sempre tenendo un occhio verso il cielo. I pericoli per questi roditori, infatti, arrivano soprattutto dall’alto. L’aquila reale è un predatore formidabile, in grado di piombare su una marmotta distratta in pochissimi secondi. Ogni ombra in volo sulla prateria scatena il panico tra questi buffi abitanti della montagna, che non esitano a nascondersi di gran carriera nei loro rifugi ipogei. Tuttavia non sempre la paura è giustificata: capita spesso che siano innocui avvoltoi quale gipeto e grifone, uccelli che si nutrono esclusivamente di animali già morti, a veleggiare placidi in prossimità delle tane. E’ chiaro che, nel dubbio, per le marmotte sia meglio non rischiare!

Durante le ore più calde della giornata, la vita in alta quota sembra assopirsi. Camosci e stambecchi si siedono all’ombra delle rocce, lassù sulle creste più alte, aspettando che le temperature tornino a essere più gradevoli. E’ il momento per me di fare lo stesso e di scartare il mio pranzo. 

Nel primo pomeriggio, mi dedico all’osservazione prolungata di una pietraia dove più volte, in passato, mi è capitato di scorgere le femmine di camoscio in compagnia dei loro piccoli appena nati. Per questo tipo di attività, non c’è nulla di meglio del mio binocolo Noctivid 8×42.

Nuovo Noctivid 8x42 verde
Nuovo Noctivid 8×42 verde

Il suo peso non propriamente esiguo viene compensato perfettamente da un bilanciamento ideale e la sua luminosità non ha veramente eguali: nessun altro strumento ottico mi ha mai permesso di scrutare la parete di una montagna per un’ora di fila senza stancare i miei occhi. Dopo una lunga attesa eccoli lì, due piccoli camosci di poche settimane: zampettano sicuri sulle rocce, senza mai perdere di vista le loro madri. E’ una scena davvero entusiasmante, che decido di riprendere con la Leica Q e l’Apo Televid 82. Nonostante la distanza notevolissima e nonostante il forte vento che mette a dura prova la stabilità del sistema, sono pienamente soddisfatto del risultato ottenuto, un risultato che non avrei potuto nemmeno sognare di raggiungere abbinando la mia fotocamera reflex a un teleobiettivo, per quanto spinto potesse essere.

Leica Apo Televid 82 con lente digiscoping e Fotocamera Leica Q

Sulla via del ritorno mi imbatto in un bel branco di stambecchi maschi, intenti a brucare l’erba più fresca su di un costone. Mentre li riprendo noto con sorpresa la presenza di un esemplare che porta un collare di colore verde brillante: questa artificiale e antiestetica appendice, devo ammettere non propriamente fotogenica, è in realtà uno strumento utilissimo, che permette ai guardaparco dell’area protetta di seguire gli spostamenti dello stambecco in questione e di ottenere informazioni di vitale importanza per la conservazione di questa bellissima specie. 

Un’altra appassionante giornata in natura volge al termine e non posso che ringraziare Leica per aver messo a mia disposizione un’incredibile serie di strumenti, che mi hanno permesso di godermela come meglio non avrei potuto.

http://www.lucagiordanophoto.com

I binocoli utilizzati durante questa escursione: Nuovo Noctivid verde 8×42, Ultravid 8×32 HD-Plus e Ultravid 10×42 HD-Plus

http://www.wildlifetravels.net

Cannocchiale da osservazione Leica Apo Televid in versione lineare “dritto” con oculare 25-50WW e anello digiscoping

Se ami la natura visita la pagina FB @Leicabird

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