L’angolo di sito e il tiro di caccia

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Tanti sanno già tutto in merito, ma altrettanti qualche dubbio crediamo possano averlo. Vediamo cos’è l’angolo di sito, quanto influisce sulla traiettoria del proiettile, cosa offre la tecnologia per misurarlo, quali sono gli altri fattori principali da conoscere quando si mira a caccia.

Un attimo prima del tiro: il cacciatore riceve dal telemetro, in una frazione di secondo, il numero di clic da dare alla torretta del cannocchiale, calcolati in base alla distanza, alla palla utilizzata, all’angolo di sito, alla temperatura e all’altitudine.

Non perda tempo a leggere questo articolo chi è sicuro di saper già tutto in materia,  non inventiamo niente di nuovo. Però abbiamo incontrato molto spesso cacciatori con le idee poco chiare o desiderosi di addomesticare questa questione di cui si parla tanto: l’angolo di sito. O meglio, l’influsso dell’angolo di sito sulla balistica del proiettile. In queste righe scopriremo che la traiettoria del proiettile varia non solo per effetto dell’angolo, ma anche della temperatura (seppur in misura non molto rilevante), dell’altitudine (molto di più), ovviamente del vento e di una serie di altre circostanze. Ci occupiamo qui delle principali, angolo di sito in primis.

 

Si tratta semplicemente dell’angolo rispetto al tiro orizzontale con cui ci si trova a mirare se l’animale è in posizione più o meno elevata rispetto alla nostra. Roba da montanari! Montanaro in realtà è chiunque si trova anche solo in collina sulla sua altana a mezzacosta e decide di tirare all’ungulato che pascola tranquillo in cima ad un calanco o in fondo a un vallone.

Tutti probabilmente sanno che qualsiasi palla se si mira verso l’alto o verso il basso cala meno che se si mira in orizzontale (ovvero nelle condizioni in cui normalmente si tara l’arma al poligono). Alto o basso pari sono, se l’angolazione è la stessa. Ovvero la palla calerà ugualmente di meno rispetto al tiro orizzontale se mi trovo a mirare con 20° di angolo verso il basso o verso l’alto.

In altre parole, a 200 metri di distanza se c’è angolo di sito la palla colpirà più in alto che se non c’è angolo di sito.

Misurare l’angolo con metodi fai da te o a occhio non è tanto difficile, con un po’ di pratica. Sbagliare di poco (5°) nella stima comporta errori minimi nel tiro, ovviamente se non si tira a distanze da cecchino. Una volta che so che ho 30° circa di angolo di sito, però, trasformare il dato in influsso sulla traiettoria del proiettile è tutt’altra cosa, calcolo impossibile da fare a memoria. Per questo ci si affida alle tabelle preconfezionate coll’aiuto dei programmi balistici.

Facciamo un esempio con una palla Winchester 7mm Rem Mag Accubond da 160 grani. Siamo a livello del mare, con azzeramento dell’arma a 200 metri e temperatura 20 gradi centigradi. A 300 metri la palla cala 21cm, a 400 metri 61 cm, con tiro orizzontale. Per non esagerare coi numeri ci permettiamo di rimandarvi a qualsiasi programma balistico per i dati intermedi, limitandoci a segnalare che con 30°di angolo di sito, che è un’inclinazione importante ma assolutamente possibile a caccia, a 300 metri la palla cala 12cm, a 400 metri 44cm. Differenze mica da poco, se unite all’effetto emozione, a un appoggio non certo sul rest e a tutti gli altri fattori che ben sappiamo causano potenziali padelle!

Di qui l’utilità di utilizzare un telemetro che calcoli la distanza corretta rispetto all’angolo di sito, una distanza “finta” ma da utilizzare come fosse reale per decidere come prendere la mira.

Quanti ai telemetri che offrono la distanza ponderata ce ne sono di piccoli come un pacchetto di sigarette, con i Leica CRF 1000r e 1600b su tutti, oppure integrati nei binotelemetri, con Swarovski EL Range, Leica Geovid HD-R e Geovid HD-B a offrire questa funzione.

 

il geovid hd-r vicino al cugino hd-b

il geovid hd-r vicino al cugino hd-b

Tanto per complicare le idee, con l’intento poi di chiarirle, riprendendo l’esempio di cui sopra aggiungiamo l’impatto dell’altitudine, che crediamo pochissimi finora hanno considerato.

Badate bene, vi stiamo offrendo una nuova ottima scusa per giustificare agli amici le vostre padelle…

Con angolo di sito 30° e a 2500 metri di altitudine, tipico tiro al camoscio, rispetto alla pianura a 400 metri di distanza scendiamo a circa 40 cm di calo del proiettile. Distanza importante per carità, ma l’effetto combinato di altitudine e angolo di sito, a parità di distanza, porta il calo del proiettile da poligono di pianura di 61 centimetri fino a soli 40 cm. Una differenza enorme. Più o meno tre centimetri li mangia, nella direzione opposta, una temperatura sottozero rispetto ai 20 gradi canonici su cui spesso si basano i programmi balistici. Oggi il CRF 1600B e il Geovid HD-B incorporano nel calcolo della distanza anche quello dell’angolo di sito, della temperatura e della pressione atmosferica (direttamente proporzionale all’altitudine), così la distanza che si ottiene è sempre precisa. O meglio, è più precisa di prima, giacchè non c’è telemetro che al momento calcoli l’influsso del vento, né mai crediamo ci sarà, visto che il vento dovrebbe essere misurato lungo tutto il tragitto del proiettile e ovviamente varia di intensità a suo piacere nel corso del tragitto stesso.

Un grande cacciatore che non ha bisogno di presentazioni, Mauro Fabris, posa con il frutto della sua caccia in montagna. In queste situazioni il tiro angolato è molto frequente

La tecnologia ha fatto un ulteriore passo avanti: finora siamo sempre stati abituati a trasformare la distanza letta nel telemetro in centimetri per alzare il centro del reticolo sopra la spalla dell’animale o, se siamo più evoluti, in clic da dare alla torretta per spostare il reticolo in verticale all’interno del cannocchiale.

Oggi la tecnologia infatti calcola la distanza corretta con tutti i parametri di cui abbiamo parlato e la trasforma per il cacciatore, in una frazione di secondo, direttamente in centimetri di alzo oppure in clic per la torretta, considerando ovviamente il tutto in base alla palla utilizzata dal cacciatore, grazie a una serie di 12 curve balistiche prememorizzate tra cui scegliere la più simile a quella della propria palla oppure addirittura grazie ad una scheda ospitata dal Geovid HD-B su cui salvare i dati della propria palla selezionati nell’apposito programma balistico Leica online

Concludiamo col solito discorso, mai troppo ripetuto prima di tutto a noi stessi, che nel tiro bisogna essere sicuri di essere appoggiati bene, avere l’arma ben tarata e conoscere la distanza dell’animale, se non perché se sbagliamo ci rimettiamo ciccia e trofeo, almeno perché l’animale stesso si merita di non soffrire.

Weidmannsheil!

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