Binocolo con telemetro contro cannocchiale con telemetro. Il futuro della misurazione della distanza.

Ha più senso che il telemetro sia integrato nel binocolo o nel cannocchiale da puntamento?

Binocolo da caccia contro cannocchiale da puntamento da caccia. Oggetto della sfida, altamente tecnologica: quale dei due è più indicato per “ospitare il telemetro”. Premettendo che parliamo di strumenti in entrambi i casi tecnologicamente molto interessanti, vediamo -secondo il nostro punto di vista- gli argomenti a favore e contro ciascuno, anche alla luce delle possibilità che offrirà l’evoluzione della tecnologia.

il binotelemetro attualmente più avanzato fornisce il numero di clic da dare alla torretta del cannocchiale da puntamento

il binotelemetro attualmente più avanzato fornisce il numero di clic da dare alla torretta del cannocchiale da puntamento

 

il telemetro all'interno del cannocchiale misura la distanza e la traduce in un puntino illuminato sul filo verticale del reticolo, all'altezza giusta per la mira

Un esempio di ciò che si vede all’interno di un cannocchiale con telemetro evoluto: il telemetro all’interno del cannocchiale misura la distanza e la traduce in un puntino illuminato sul filo verticale del reticolo, all’altezza giusta per la mira

A favore del cannocchiale da puntamento depone senza dubbio il fatto che è l’ultimo strumento ottico, in ordine di tempo, che si usa prima di premere il grilletto. Per questo motivo, senza dubbio, avere la misurazione della distanza nello stesso strumento che dovrà trasformarla in mira sul bersaglio ha oggettivamente senso, soprattutto se con gli ultimi ritrovati tecnologici il reticolo si posiziona automaticamente sul punto in cui si deve mirare, in base a distanza, angolo, temperatura e pressione e palla utilizzata.

Volendo estremizzare, possiamo anche dire che con il telemetro integrato nel cannocchiale potremmo lasciare a casa il binocolo, mentre non è possibile fare il contrario, ma francamente ci sembra una soluzione poco razionale, che proponiamo solo perchè non vediamo altri argomenti a favore del cannocchiale-telemetro, mentre ne registriamo parecchi che spingono verso il binocolo.

Innanzitutto la praticità. Lo strumento che sta nelle mani del cacciatore, e dell’accompagnatore, per tutto il tempo della caccia è il binocolo. È col binocolo che si individua l’animale e, dopo averlo valutato –se necessario- con il lungo, lo si tiene osservato fino al momento del tiro. Nell’ambito di questa attività, premere il pulsante di misurazione della distanza è un’attività complementare facile e ripetibile quante volte si vuole senza avere alcun fastidio all’osservazione. È, anzi, perfino divertente. A parte il momento che precede il tiro, nel corso della giornata di caccia la distanza si valuta spesso anche quando è ancora proibitiva, o comunque in svariate circostanze che non presuppongono il tiro, e doverlo fare puntando la carabina è decisamente scomodo, oltre che piuttosto ridicolo. Aggiungiamo che se un cacciatore di solito possiede varie carabine, e quindi ottiche, il suo binocolo preferito è normalmente uno, che quindi può “servire” col telemetro qualsiasi arma/ottica il tipo di caccia o anche solo l’umore della giornata suggeriscano di estrarre dalla rastrelliera. Acquistare tutte le ottiche da carabina con telemetro integrato, invece, è decisamente meno logico.

Il binocolo stesso, poi, subisce soltanto un modesto aggravio di peso (circa 150 grammi) per ospitare il telemetro, senza compromessi sulle prestazioni ottiche, e senza dar fastidio al collo, soprattutto se lo si porta con una delle ultime versioni di bretelle portabinocolo che spostano il peso sulle spalle. Un cannocchiale con telemetro, per quanto i produttori possano sforzarsi con successo nel creare un design accattivante, è qualcosa di pesante oltre un chilo, più grosso e lungo di un cannocchiale da puntamento ad alti ingrandimenti, decisamente ingombrante una volta montato sulla carabina.

Quanto all’ottica, la funzione di misurazione porta importanti compromessi alla trasmissione di luce del cannocchiale da puntamento, che anche nei modelli più evoluti appena presentati supera a mala pena l’80% (come nei cannocchiali di 30 anni fa), e anche ad altri parametri importantissimi in fase crepuscolare, come la pupilla d’uscita. Il binotelemetro di alta qualità invece, oggi, non paga il minimo compromesso in fatto di prestazioni ottiche rispetto al binocolo senza telemetro.

Nell’uso in mezzo alla natura e al momento del tiro, l’elettronica all’interno del cannocchiale deve sostenere qualche colpo che inevitabilmente l’arma portata in spalla le riserva e soprattutto le tremende vibrazioni prodotte ad ogni tiro, e se è vero che l’elettronica è più debole della meccanica non è particolarmente difficile immaginare che potrebbe prima o poi avere qualche danno. Mandare in assistenza un binotelemetro dal produttore significa spedire una scatola, mandare un cannocchiale invece implica smontare l’ottica e doverla poi ritarare.

Infine, se i cannocchiali da caccia più performanti oggi costano circa 3000 euro, dobbiamo immaginare che quelli con telemetro integrato, al massimo livello, dovranno superare i 4000, una cifra enorme da giustificare rispetto a quanto detto qui sopra. Listino alla mano, oggi con 1800 euro si può acquistare un binotelemetro 8×42 con lenti ad alta definizione e capacità di misurare la distanza compensata con angolo di sito fino a 1100 metri. Tutto ciò che serve. Con 1000 euro in più, se si vuole il massimo, si acquistano le prestazioni ottiche più all’avanguardia del mondo e funzioni balistiche straordinarie, personalizzate in base alla palla utilizzata dal cacciatore.

Per chi avesse ancora qualche dubbio, tecnologie già esistenti come Bluetooth o Near Field Communication -che adesso vengono usate solo per portare al cannocchiale/telemetro solo i dati balistici- mostrano già i primi esempi di telemetri compatti con capacità di “comunicare” come spostare il reticolo in base alla distanza senza dover integrare il telemetro nel cannocchiale da puntamento, senza quindi appesantirlo minimamente e senza inficiarne le prestazioni ottiche. Facile immaginare che tra qualche anno potranno esistere un binotelemetro (peraltro con svariate funzioni in più di quelli attuali) o anche un semplice minitelemetro supercompatto che svolgeranno al meglio questo compito. Ma anche senza considerare questa ipotesi di sviluppo tecnologico, che renderebbe il cannocchiale con telemetro obsoleto, ci pare che gli argomenti a favore del binotelemetro siano in superiorità evidente.

Weidmannsheil!

mentre si osserva, molto spesso è utile o anche solo divertente misurare la distanza

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