Mirare con il Leica Tempus ASPH rispetto agli altri punti rossi

Alfredo Capozzi ha fotografato la sensazione di mira con il Leica Tempus rispetto a quella che si ha con altri punti rossi (Aimpoint Micro H2, Zeiss Compact Point, Vortex Venom3). Giudicate voi…

Articolo Indipendente di Alfredo Capozzi, riportato integralmente*.

Il Leica Tempus ASPH è in ordine di tempo l’ultimo red dot arrivato sul mercato, ma con ogni probabilità rappresenterà da oggi il punto di riferimento a cui ogni costruttore dovrà ispirarsi per non restare tagliato fuori dal segmento dei “puntatori” di fascia alta.

Dopo averne provati diversi, e dalle foto potrete vedere facilmente quali, mi sento di dire che non vi è nessun concorrente che può al momento impensierire il Leica Tempus nella leadership.

Indiscutibile la superiorità degli “open dot” rispetto ai “Red Dot a tubo”

La caratteristica che più mi ha colpito è la nitidezza e luminosità della lente , degna delle migliori ottiche da battuta. In termini pratici una lente così permetterà di usare il puntatore in qualsiasi condizione di luce, senza difficoltà nel chiaro scuro della macchia, nei critici minuti finali di una giornata di caccia, o nelle giornate uggiose e piovose.

Il sistema di illuminazione permette una regolazione su 12 livelli, ma caratteristica fondamentale è la possibilità di regolare la luminosità su valori talmente bassi che il puntino è visibile in maniera nitida e senza sfrangiature anche di notte. Questa caratteristica, tornerà ad assoluto vantaggio di chi pratica la caccia all’estero, dove spesso è proposta l’opzione dell’aspetto notturno, e di chi come la maggioranza di tutti noi (che nemmeno lo sa) ha problemi di astigmatismo che ci porta a vedere sfrangiate le fonti luminose troppo intense.

E’ per questo motivo che con il Leica Tempus sarà possibile cacciare anche all’imbrunire senza dover convivere con il problema del dot che sfrangia e copre una porzione eccessiva di bersaglio.

Il mio Leica Tempus ha il dot da 2 moa, in commercio è disponibile anche la versione da 3,5. Nelle varie condizioni di uso, ho gradito molto le dimensioni ridotte del dot e così come si può vedere nelle foto, per i tiri lunghi ho tenuto un valore di luminosità basso così da coprire una porzione ridottissima di bersaglio, mentre per i tiri brucianti nel folto della macchia a seguito dei cani, con il dot a livelli alti la mira mi è risultata estremamente istintiva.

La regolazione del punto d’impatto è demandata a due viti a brugola da 1,5 che agiscono su alzo e deriva, più una terza vite che blocca la taratura ed impedisce spostamenti indesiderati dovuti a colpi accidentali.

Così come per le lenti, anche il sistema dei click di regolazione è sui livelli di un’ottica di fascia alta; i click sono nitidi, percepibili, puliti e soprattutto rispondenti ai 2,5 cm a 100 metri indicati dalla Ditta costruttrice. Solitamente per tanti punti rossi la nota dolens è proprio la taratura, poiché nella stessa sessione, non sempre 10 click equivalgono a 25 cm, ma a volte a 10 a volte a 50.

Il campo visivo, fermo restando il discorso di chi spara con uno o due occhi aperti, è a dir poco illimitato, il telaio del Leica Tempus è talmente sottile, che sia con un solo occhio aperto che con due, il tiratore avrà modo di vedere bene ciò che cironda il bersaglio, cosa che seppur non fondamentale per l’esito positivo del tiro sulla preda, è molto importante ai fini della sicurezza, poiché quando si mette l’occhio nei “tubi” si perde inevitabilmente la percezione di ciò che c’è intorno, e soprattutto che per chi va a ribattere i cinghiali feriti dalle poste, avere un quadro ampio dei cani che ruotano attorno alla preda ferita è assolutamente indispensabile.

Il montaggio può essere fatto abbinando il Leica Tempus ad una basetta weaver Contessa, o eventualmente usarne qualcuna del Docter Sight, oppure ed è la soluzione che suggerisco si può montare con la piastrina Contessa, che permette un montaggio estremamente basso ed ha un’estetica impareggiabile

Conclusioni:

Una lente da ottica messa su un red dot, la possibilità di usarlo in qualsiasi condizione di luce, la resistenza agli urti, la precisione assoluta dei click, la possibilità di bloccare le viti di registrazione, rappresentano tutti dettagli che scavano un solco molto profondo tra il Leica Tempus e tutti gli altri dispositivi di concorrenza. Punti deboli? Al momento il Tempus non ne ha, forse il prezzo può scoraggiare qualcuno, ma è in linea con i prezzi di ciò che esisteva finora nella fascia top, e non costa troppo più dei red dot di fascia media.

*Riproduzione fedele dell’articolo indipendente di Alfredo Capozzi sul suo Blog: Esperienze dirette di caccia al cinghiale. Per contattare l’autore : alfredo.capozzi76@gmail.com.

la basetta Contessa dedicata al Leica Tempus Asph
Luminosità bassa nei tiri lunghi, alta nei tiri brucianti
Il range di illuminazione è talmente ampio, che soddisfa ogni esigenza e necessità
Prova concreta che l’errore di parallasse è ininfluente, nonostante il dot sia ai 4 angoli estremi della lente, l’impatto è sempre nello stesso punto
Leica Tempus vs Aimpoint Micro H2
Leica Tempus vs Vortex Venom 3
Leica Tempus vs Zeiss Compact

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