L’errore di parallasse nei punti rossi

A cosa è dovuto, come lo elimina la tecnologia nei prodotti migliori. Perché il Leica Tempus ASPH non ha, di fatto, errore di parallasse a qualsiasi distanza.

L’errore di parallasse nei sistemi di mira a punto rosso -sia a tubo che olografici- è dovuto generalmente a due possibili cause, sempre imputabili ad errori di calcolo o di tolleranza costruttiva del produttore:

1. Errore di parallasse da lente non perfetta

L’errore di parallasse si verifica quanto i raggi emessi dal diodo (posizionato sulla struttura del congegno di mira, verso l’occhio) che genera la luce rossa rimbalzano sull’interno della lente e, riflettendosi, nel ritorno non colpiscono l’occhio perfettamente paralleli tra loro.

Se la lente del punto rosso non è asferica, costruita con calcoli matematici e criteri di produzione con tolleranze infinitesime, quando si mira non perfettamente in asse con l’arma/punto rosso si vede il puntino sulla lente posizionato in modo da non risultare perfettamente coincidente con il punto di impatto (errore di parallasse)

Tecnicamente, nei sistemi a punto rosso, quando il punto rosso è acceso, il cacciatore che mira vede il puntino luminoso perché la luce emessa dal diodo che lo genera viene riflessa dalla parte interna della lente verso l’occhio.

É fondamentale che tutti i raggi riflessi dalla lente verso l’occhio siano paralleli al raggio emesso dal diodo. Se ciò non accade si genera parallasse, per cui se ci si trova con l’occhio non perfettamente in asse con l’insieme arma-punto rosso si vedrà il red dot e si crederà di mirare in un punto diverso dal reale punto di impatto. Affinché i raggi di ritorno verso l’occhio siano paralleli è necessario che la lente sia asferica e sia costruita con tolleranze di precisione infinitesime, in modo che da qualsiasi angolazione si miri il punto illuminato sia riflesso verso l’occhio sempre parallelo all’asse centrale del sistema arma/ottica. Se questo accade, anche quando si mira non perfettamente in asse col centro dell’insieme arma/punto rosso, la lente equilibrerà l’angolazione della mira e il puntino apparirà all’occhio posizionato in modo che la mira sarà sempre in asse con la traiettoria del proiettile.

Il concetto è di grande rilevanza nel tiro di caccia al cinghiale a causa della rapidità di presa di mira, che spesso porta con se il posizionamento imperfetto dell’occhio rispetto all’asse dell’arma/punto rosso. Tanto più la mira è fuori asse e contemporaneamente la qualità del punto rosso è bassa, tanto maggiore sarà l’effetto dell’errore di parallasse sull’eventuale errore di mira.

Per amor di precisione, i raggi di ritorno sono perfettamente paralleli a quello emesso dal diodo soltanto ad una distanza di mira definita, ma i prodotti di qualità più alta riducono lo scostamento a distanze diverse ad un livello che non provoca un errore di parallasse percepibile da chi mira.

Praticamente, ci si accorge che il proprio punto rosso ha errore di parallasse perché quando -mantenendo fisso l’occhio sul bersaglio- si muove la testa spostando l’angolazione dell’occhio stesso si vede il puntino spostarsi invece di rimanere coincidente col bersaglio.

Foto Capozzi: Se si mira senza essere in asse con il punto rosso, questo apparirà in posizioni diverse dal centro della lente. Per verificare che il punto rosso non abbia parallasse, basta mantenere l’occhio fisso sul bersaglio (in questo caso l’occhio del cinghiale) e spostare la testa. Il test delle foto qui sopra si riferisce al Leica Tempus ASPH 2 MOA e dimostra che, tenendo fermi il bersaglio, l’arma e il punto rosso e mantenendo l’occhio fisso sul bersaglio stesso, muovendo la testa e quindi la posizione dell’occhio il puntino rimane sempre immobile sul bersaglio. Un test semplice da effettuare con il proprio punto rosso.

Tutti i sistemi di mira a punto rosso non asferici generano errori di parallasse man mano che ci si sposta con l’occhio dal centro verso i margini. Al centro, soltanto i migliori produttori, che costruiscono la lente in modo da avere la pupilla perfettamente centrata, riescono a raggiungere un livello di errore di parallasse venatoriamente non rilevante.

Leica Tempus ASPH raggiunge il parallelismo dei raggi LED riflessi dalla lente interna verso l’occhio rispetto a quello emesso dal diodo verso la lente grazie alle tolleranze infinitesime nella precisione della superficie riflettente asferica della lente. Quanto più i calcoli relativi alla superficie non sono perfetti o la costruzione della stessa non è estremamente precisa, tanto maggiore sarà l’errore di parallasse in alcune angolazioni di mira dell’occhio o anche in tutte.

2. Errore di parallasse da errata taratura del costruttore

Un’altra possibile causa dell’errore di parallasse nei sistemi di mira a punto rosso è l’errore di calcolo o di taratura dello strumento da parte dell’azienda costruttrice. In questo caso, il diodo (LED) che determina il formarsi del punto rosso proietta il puntino su un piano non perfettamente coincidente con quello della superficie della lente (dalla parte dell’occhio).

Se Il punto illuminato viene proiettato esattamente in coincidenza con il piano della lente (pallino rosso), punto mirato e punto di impatto coincidono, anche se il cacciatore si trovasse a mirare fuori asse rispetto all’insieme arma/punto rosso. Se invece (pallino giallo) il punto viene proiettato su un piano diverso da quello della lente, se il cacciatore non mira perfettamente in asse con l’insieme arma/punto rosso si troverà a mirare un punto diverso dal punto d’impatto (errore di parallasse).

Visivamente, lo si percepisce perché il punto rosso appare non perfettamente definito, oltre a vederlo spostarsi rispetto al punto d’impatto quando si muove la testa, come nel caso precedente.

Un puntino perfettamente definito e senza effetti “stella” è indice di mancanza di errore di parallasse, oltre che di altissima qualità costruttiva. Questo è il puntino di Leica Tempus ASPH, secondo le nostre informazioni il più nitido sul mercato. Solo con la lente asferica, infatti, è possibile garantire la perfetta definizione dei contorni del puntino illuminato. Ovviamente, a titolo di precisazione, tale perfetta nitidezza viene meno se si imposta il puntino su livelli di luminosità prossimi all’accecante, ma questo è ovvio in quanto a livelli di illuminazione altissimi la finalità principale è quella di consentire la mira controluce.

Se il punto è su un piano focale coincidente con quello della lente (che rappresenta la posizione dell’animale mirato), punto rosso e bersaglio saranno sempre coincidenti, anche se l’occhio mira da una posizione fuori asse rispetto all’insieme arma-ottica. Se invece il piano focale del punto è più vicino o più lontano dall’occhio rispetto alla lente, quando l’occhio non si trova a mirare perfettamente in asse con l’orientamento del punto rosso si avrà un errore di tiro perché l’occhio vedrà il punto rosso poggiarsi su un punto di impatto diverso da quello reale. In parole semplici, la mira verrà “ingannata” per colpa dell’errore di parallasse. I prodotti di alta qualità, come il Leica Tempus ASPH, non devono mai avere errore di parallasse per questo motivo.

Leica Tempus ASPH è esente da parallasse

Leica dichiara che il suo Tempus ASPH. è esente da parallasse dai 50 metri di distanza in su. In realtà anche sotto questa distanza l’errore è infinitesimo e venatoriamente trascurabile, tanto da non poter determinare assolutamente errori di tiro sul più piccolo dei cinghiali. Da un punto di vista pratico, si può dire che il Leica Tempus ASPH è esente da parallasse a qualsiasi distanza. La cosa è facilmente percepibile da ciascun cacciatore, semplicemente mirando attraverso un Leica Tempus ASPH e spostando la testa a destra e a sinistra, verificando così che il puntino rimane sempre perfettamente fermo sul punto mirato anche spostando la posizione dell’occhio che mira.

L’intento di questo articolo è di offrire un’informazione generale che molti forse non conoscevano sull’errore di parallasse nei sistemi di mira a punto rosso, ma anche di confutare tecnicamente l’ennesimo, peraltro maldestro tentativo da parte di chi rappresenta la concorrenza di screditare un prodotto, il Leica Tempus ASPH, che consente in realtà di mirare in modo decisamente più pulito, rapido e preciso rispetto a tutti gli altri punti rossi sul mercato.

Per chi volesse approfondire i motivi per cui Leica Tempus ASPH è oggi il miglior sistema di mira a punto rosso per la caccia al cinghiale, di seguito ospitiamo alcuni approfondimenti ed articoli indipendenti. Su altre pagine di questo blog sono presenti maggiori informazioni.


La pulizia di mira che si ha con il Leica Tempus (sopra) rispetto ad uno degli altri congegni più diffusi, il Micro H2 Aimpoint, mostra chiaramente la straordinaria facilità di acquisizione del bersaglio consentita dal Tempus (foto Capozzi)

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