Ottica o punto rosso? Meglio tutti e due!

Con gli attacchi a sgancio rapido si può passare da una all’altro in un attimo e senza perdere la taratura.

La velocità di montaggio e smontaggio senza attrezzi e l’affidabilità degli attacchi a sgancio rapido, per avere sull’arma lo strumento di mira più efficace, sempre.
Il vantaggio dell’ottica di mirare al meglio a qualsiasi distanza e quello del punto rosso di ridurre al minimo l’ingombro nel fitto o dietro ai cani. Perché rinunciare ad uno dei due?

Le migliori ottiche e i migliori punti rossi per mirare il cinghiale in braccata hanno alzato l’asticella del confronto tra gli appassionati della caccia al cinghiale. Per noi la soluzione migliore, oggi più semplice e precisa che mai, è usarli entrambi, alternandoli secondo l’occasione, cambiandoli uno con l’altro in pochi secondi. Ecco come.

Un punto rosso eccellente costa poco più di 500 euro, un’ottica da battuta eccellente costa ben oltre 1500 euro. 1 a zero per il punto rosso.

Il punto rosso montato sull’attacco a sgancio rapido.

Un’ottica da battuta di qualità consente di mirare con ingrandimenti uno ma anche diversi da uno, mirare a 40 metri a ingrandimento 2x o a 100 metri a ingrandimento 6x è decisamente più efficace che farlo con l’ingrandimento 1x del punto rosso, e non solo durante una braccata. 1 pari!

L’ottica dotata di scina e montata su una bella carabina Blaser R93, con attacchi Blaser che per definizione sono a sgancio rapido.

Il punto rosso è piccolissimo rispetto all’ottica e se si vuole limitare l’ingombro o infilarsi nella macchia fitta dietro ai cani chiaramente il primo è una soluzione migliore.

Il punto rosso è molto piccolo, e come l’ottica non teme l’umidità.

L’ottica è dotata di reticolo, quindi se finisce la batteria o se un difetto rende impossibile l’accensione del puntino con l’ottica si mira lo stesso. E certamente è più robusta e precisa nel sistema dei clic e si tara quindi meglio.  

L’eccellente reticolo 4a dei Leica Fortis e dei Magnus. perfettamente nero, si vede meglio di qualsiasi altro reticolo in ogni condizione. Molto sottile per non coprire il bersaglio nel tiro a distanza, è dotato al centro di un puntino illuminabile piccolissimo che può diventare acciecante per mirare contro luce, e che quando non serve si distingue a mala pena dal centro della croce.

Con il punto quanto con l’ottica, si può godere del 100% del campo visivo nel tiro ravvicinato, anche se in particolare per l’ottica questo non vale per tutte le ottiche di qualità top; chi ritiene che con l’ottica non sia così è invitato a provare a mirare attraverso i cannocchiali che offrono pupilla d’uscita e campo visivo maggiori regolandoli all’ingrandimento che permette di mirare con entrambi gli occhi aperti (1x, ovvero quello dei nostri occhi), al momento esclusivamente i Leica Magnus 1-6.3×24 e Fortis 1-6×24 (detentori dei record a 1x, 44m di campo visivo e soprattutto 12.4mm di pupilla d’uscita). Alle fiere di caccia, siamo abituati ormai da anni a divertirci vedendo l’espressione sbigottita di chi imbraccia per la prima volta le nostre sagome di carabina e mira attraverso Fortis e Magnus.

La pupilla d’uscita del Leica Magnus 1-6.3×24 (e identicamente del Leica Fortis 1-6×24) a sinistra, rispetto a quella dello Swarovski Z8i 1-8×24, a destra. Entrambi a ingrandimento 1x. E’ questo il vero segreto del campo visivo totale Leica.

Riguardo il campo visivo 100% nell’ottica, la concorrenza è lontana, tanto che con nessun altro cannocchiale sul mercato si può dire in realtà di essere in grado di mirare a ingrandimento minimo con entrambi gli occhi aperti, con la sensazione che il telaio dell’ottica sparisca letteralmente dalla mira, lasciando solo il puntino centrale del reticolo a guidare l’acquisizione libera del cinghiale.

Nei punti rossi, mirare con tutto il campo visivo con entrambi gli occhi aperti è cosa che riesce più o meno con qualsiasi modello sul mercato. Più il prodotto è performante e più si ha la sensazione che il telaio dello strumento sparisca del tutto dal campo visivo, ed effettivamente anche qui Leica ha mostrato con il suo modello con la lente asferica Leica Tempus ASPH che è possibile mirare senza avere alcun fastidio dalla visione del telaio del Tempus. Se si mira con un occhio chiuso la sensazione è ancora più evidente. Quindi sotto l’aspetto dell’efficacia di mira nel tiro rapido ravvicinato, sostanzialmente la miglior ottica e il miglior punto rosso si equivalgono.

Mirare con il punto rosso, anche con un occhio chiuso, può offrire comunque la sensazione di campo visivo totale. Basta farlo con il Leica Tempus ASPH (Foto Capozzi)
Con l’olografico la mira è molto più pulita rispetto ai modelli a tubo. Qui il confronto tra il Leica Tempus e l’Aimpoint Micro H2.

Tutto sommato quindi l’ottica offre decisamente qualcosa in più, ma la differenza di prezzo è molto alta e in certe situazioni è certamente più comodo utilizzare il punto rosso, sia esso a tubo (meno immediatezza di acquisizione del bersaglio ma maggiore durata della batteria) o olografico.

Quello che abbiamo scritto, e sicuramente si possono aggiungere altre circostanze in cui ci si trova meglio con uno o con l’altro tipo di strumento, indica chiaramente che sarebbe desiderabile per chi caccia il cinghiale poter scegliere quale utilizzare all’ultimo momento a seconda della giornata -ma anche a seconda della posta che viene assegnata- o anche semplicemente dell’istinto personale.

Un palchetto che domina su una vasta porzione di territorio, con possibilità di tiro anche oltre i 100 metri. Il tiratore avrebbe senza dubbio sostituito volentieri il punto rosso con l’ottica per sfruttarne gli ingrandimenti. Con gli attacchi a sgancio rapido l’operazione avrebbe richiesto qualche secondo.

Gli attacchi a sgancio rapido dei migliori produttori oggi esaudiscono il desiderio in modo rapido, preciso ed estremamente affidabile.

Un attacco a sgancio rapido Ultralow di Contessa per punti rossi olografici. Premendo sul pulsante zigrinato si sgancia la leva e l’attacco+punto rosso è libero. Per fissarlo nuovamente (o per fissare la corrispondente versione con ottica) basta appoggiarlo nel punto giusto e quindi chiudere la leva a mano. Fantastico.

Le tolleranze costruttive sempre più infinitesime e la lavorazione di questi prodotti, oltre a donare all’insieme arma-ottica/punto rosso splendore estetico, offrono la certezza di non perdere neanche un millimetro della taratura quando si passa da uno all’altro, anche svariate volte. Il meccanismo consente di contare su una fusione granitica tra arma e sistema di mira quando l’attacco è fissato, e nel contempo -come dice il nome sgancio rapido– di smontare il sistema di mira stesso con il suo attacco dall’arma con una velocissima e decisa pressione del polpastrello sulla leva di sganciamento. Basta tarare la carabina al poligono con entrambi gli strumenti.

RIccardo Giuliani, titolare con la sua famiglia dell’Armeria Apaches in provincia di Cosenza, uno dei maggiori esperti di canna rigata nel sud Italia, mostra il Leica Fortis 6i 1-6×24 e il Leica Tempus ASPH fissati sui loro splendidi attacchi Contessa Ultralow. Fissare uno di questi attacchi all’arma richiede un movimento semplicissimo e pochi secondi, così come passare da uno all’altro, con la certezza di mantenere la taratura alla perfezione.

Avere l’arma a disposizione con il punto rosso aspettandosi una mattinata nella macchia e trovarsi invece piazzati sul bordo di un grande prato con diverse distanze di tiro richiede soltanto qualche secondo senza uso di attrezzi, se abbiamo ottica e punto rosso montati su attacchi a sgancio rapido.

Con una posta sorteggiata nel fitto della macchia come questa il cacciatore avrebbe potuto apprezzare anche un punto rosso.

Che si possieda una carabina bolt action a riarmo veloce come una Blaser, con i suoi attacchi dedicati dotati di due levette di rapido smontaggio, oppure una semiautomatica Browning o Benelli con attacchi italiani Contessa Ultralow a sgancio rapido (e altri tipi eccellenti di attacchi, come per esempio gli Innomount), l’intercambiabilità tra ottica e punto rosso è qualcosa di facile, velocissimo, totalmente affidabile, un vero must per chi desidera un corredo davvero completo per cacciare il cinghiale in braccata.

Il costo per chi ha una semiautomatica e decide di dotarsi di attacco a sgancio rapido è decisamente superiore a quello con cui si può montare un’ottica o un punto rosso in modo fisso e che richiede attrezzi e in alcuni casi nuova taratura ad ogni rimozione, ma siamo nell’ordine di 300 euro per un attacco, una cifra che non può spaventare più di tanto i cacciatori più esigenti.

Una Blaser R8 professional con l’ottica Magnus dotata di scina, attacchi Blaser che per definizione sono a sgancio rapido.
Il Leica Fortis 6i 1-6×24. Stessi record prestazionali del pluridecorato Magnus, ma con una linea molto elegante.

Per approfondire…

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